Un’eredità ricca di valori.

Lorenzo da anni sostiene l’attività di AIRC. Dopo aver istituito due borse di studio in memoria dei genitori, ora ha deciso di disporre un lascito testamentario per sostenere la ricerca oncologica: “È importante continuare a portare avanti le proprie idee anche quando non ci siamo più”.

C’è un filo sottile che nella vita di tutti noi lega il passato al futuro. Quello di Lorenzo ha l’aspetto di una fabbrica alle porte del centro di Vicenza che produce utensili pneumatici: avvitatori, trapani e affini di utilizzo industriale. L’azienda è stata fondata alla fine degli anni Quaranta dal padre di Lorenzo, Antonio, insieme a un socio.

“Senza mio papà non sarei qui” racconta Lorenzo. “Era una persona molto determinata: si poneva degli obiettivi e arrivava sempre in fondo. È partito da zero e ha costruito tutto questo.”

Ma l’azienda non è l’unica eredità ricevuta dal padre: “Nonostante i rapporti umani all’epoca fossero più freddi, io ho un ricordo bellissimo dei miei genitori. Mi hanno lasciato un esempio e valori che porto con me e ho fatto miei: la correttezza nei riguardi del prossimo, l’onestà, l’apertura verso gli altri. Per questo mi piace molto andarli a trovare al cimitero, e ringraziarli”.

Per mantenere vivo il loro esempio, Lorenzo ha deciso di finanziare una borsa di studio in memoria del padre, prima, e della madre, dopo.

“Sostenere una borsa di studio significa dare a una persona la possibilità di portare avanti un percorso di ricerca che è in qualche modo associato ai miei genitori” afferma.

L’importanza della ricerca Lorenzo l’ha sperimentata sulla sua pelle. Suo nonno, suo padre e lui stesso hanno dovuto fronteggiare il medesimo tumore, però con esiti completamente diversi. “Mio nonno è mancato a 57 anni e si è accorto della malattia poco prima di morire. Quando si è ammalato mio padre i miglioramenti nel trattamento erano già tangibili: ha subito un intervento chirurgico e ha vissuto fino a 86 anni. Anche io sono stato curato: oggi ho 75 anni e spero di vivere e lavorare ancora a lungo.”

Ed è per questo che ha cominciato a donare: “Mi sono detto: ‘Devo contribuire a sostenere la ricerca perché, magari, domani i miei figli avranno gli stessi problemi’”. Da allora, a fine anno, dispone le sue donazioni: non solo ad AIRC, ma anche ad altre realtà che sostengono la ricerca e altre ancora che tutelano il patrimonio culturale.

Una destinazione, quella delle donazioni, che sembra fotografare un’intera filosofia di vita: guardare al futuro preservando il valore del passato.

“Vorrei che lo stesso avvenisse per i miei figli” dice. “Non mi sogno nemmeno che abbiano i miei interessi, le mie abitudini, i miei gusti. Ma spero che facciano propri i miei valori. Che, dopo tutto, non sono cambiati rispetto a quelli dei miei genitori.”

E la volontà di proiettarsi verso il futuro preservando i valori del passato è lo stesso spirito con cui Lorenzo ha deciso di disporre un lascito testamentario in favore di AIRC. “Credo sia importante continuare a portare avanti le proprie idee anche quando non ci siamo più” dice. “Riservare una parte dei propri averi a favore delle cause in cui si crede non significa togliere qualcosa ai figli. Tutt’altro. Credo che in questo modo si lasci loro qualcosa in più: un esempio.”

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