Un gesto che attraversa il tempo: il dono di Norma, la scelta in famiglia e l futuro dei giovani ricercatori

Una firma in banca, apparentemente un momento burocratico e noioso, è diventato un ricordo luminoso. Oggi quel gesto, destinare una polizza vita ad AIRC, continua a vivere nella ricerca, attraversando tre generazioni di donne unite dalla fiducia nella scienza.

Eliana ricorda così la madre: davanti al funzionario della banca, il corpo già un po’ fragile, ma la mente vivace. “Era contenta ed emozionata all’idea di fare la differenza e di scrivere che il suo lascito sarebbe andata alla ricerca. È stato un momento gioioso che ricordo ancora oggi.”

Era il 2015. Quel giorno Eliana accompagnò in banca sua madre, Norma, per cambiare il beneficiario di una polizza vita e destinarla al sostegno della ricerca di AIRC. Un’operazione semplice, sulla carta eppure, per loro, fu molto di più.

Nella vita di Norma non sono mancati momenti delicati. Da bambina, un lutto familiare ha segnato la sua infanzia. Crescendo, ha costruito una vita di presenza e cura: prima come figlia e sorella, poi da moglie e madre.

Verso ai sessant’anni, arrivò una diagnosi che avrebbe cambiato il suo sguardo sul mondo: un tumore allo stomaco. L’intervento fu impegnativo, ma riuscì e non furono necessarie terapie successive. Norma tornò alla sua vita, ma con nuove abitudini e con conseguenze quotidiane da affrontare.

Proprio da questa esperienza nacque una sensibilità speciale verso la ricerca. “Da allora ha iniziato a interessarsene.” ricorda Eliana. “Negli ospedali aveva incontrato medici impegnati in questo campo e aveva capito quanto fosse importante”.

Negli anni successivi, quando poteva, sosteneva alcuni istituti di ricerca. Non gestiva direttamente gli aspetti economici, era una casalinga, ma il desiderio di contribuire c’era, ed era sincero.

L’idea delle figlie: “Possiamo fare qualcosa di più utile”

L’idea della polizza vita destinata ad AIRC arriva qualche tempo dopo, quasi per caso, dalle figlie. Una polizza esisteva già ed era stata pensata per loro, una scelta pratica per semplificare la successione. Poi, con il passare degli anni, ha trovato un nuovo significato. Eliana e sua sorella hanno intuito che quei risparmi potevano trasformarsi in qualcosa di utile per gli altri. Le parlarono della possibilità di modificare il beneficiario e indicare un ente impegnato nella ricerca oncologica, e Norma accolse l’idea con entusiasmo.

Il Bando Start-Up: sostenere chi rientra, i giovani leader della ricerca

Norma è scomparsa nel 2023. A quel punto, le sue figlie si sono rivolte alla Fondazione per poter conoscere il progetto cui i soldi sarebbero stati destinati. “Lo sentivo, volevo farlo per mia mamma e sono contenta, non pensavo sarebbe stato così semplice” commenta Eliana. Concluse le pratiche, insieme ad AIRC le due sorelle hanno individuato un progetto a cui destinare il lascito, dedicandolo alla memoria della madre.

La scelta della destinazione è stata naturale: il Programma Start-Up, il finanziamento di AIRC che aiuta giovani scienziati formati all’estero ad avviare il proprio laboratorio indipendente in Italia. Un percorso per portare competenze, idee e leadership nel nostro Paese.

È stato il modo più fedele di rispettare i valori di Norma. “Abbiamo pensato ai giovani ricercatori, a quanto impegno mettono nel lavoro e a quante difficoltà incontrano, soprattutto in Italia” Eliana

aggiunge. “In un mondo segnato da cose brutte, vedere giovani che scelgono di dedicare la loro vita alla ricerca mi fa sperare nel futuro.”

Tre generazioni di donne, una stessa fiducia

Quando Eliana racconta questa scelta, lo fa anche come madre che vede da vicino quanto sia difficile fare ricerca in Italia. Infatti, un filo unisce tre generazioni di donne legate, ciascuna a modo proprio, alla ricerca. Norma, che trasformò la sua malattia in sensibilità verso il lavoro dei ricercatori; Eliana e Susanna, che hanno dato forma a quella fiducia, affiancando la madre nell’utilizzo della polizza vita; e infine Alisa, la nipote biologa molecolare che proprio nella ricerca ha deciso di costruire il proprio futuro. Infatti, il destino ha aggiunto un dettaglio speciale: oggi Alisa svolge un dottorato nel gruppo guidato da Diego Dibitetto, ricercatore rientrato a Milano dopo aver vinto uno Start-Up Grant.

Nel periodo in cui ancora studiava all’università, per la nonna era già motivo di orgoglio. “Parlando di lei, si illuminava. Sapere che una nipote studiava per diventare ricercatrice la rendeva davvero felice.”

A chi sta pensando alla scelta del lascito solidale per AIRC, il consiglio di Eliana è semplice: non aspettare il momento perfetto e dare ascolto a ciò che si sente. “Se dentro di noi nasce il desiderio di fare qualcosa, vale la pena fare un passo avanti e chiedere informazioni. Basta poco per scoprire che si può dare un contributo concreto alla ricerca e alle generazioni che verranno.”

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